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Il MUSEO DI BUCINE

Un museo dentro la scuola

 

Ricerca eseguita dagli alunni della classe 2B

 anno scolastico1999/2000:

Barchielli Valentina- Bruttini Elia- Cafagna Valentina- Cioni Silvia- El Ajlaoui Adil- Gepponi Lorenzo- Gialli Federica- Leolini Marco- Mori Tommaso- Rulli Manuel- Scali Alice

 

Piantamuseo

Pianta Museo

L’idea del museo nasce dal professore Alessandro Sacconi nel 1976. I reperti più significativi sono stati organizzati in 15 vetrine sistemate all’ingresso della scuola. Altri pezzi meno importanti non sono stati esposti e sono archiviati presso la scuola second.1° da utilizzare come materiale di studio. Nel Plieocene il mare arrivava a lambire i monti del Chianti, vari resti fossili della vita che vi si svolgeva sono esposti nel nostro museo.

- Milioni di anni fa il clima nelle nostre zone era caldo umido cioè tropicale.

- C’era un grande lago.

- C’erano la tigre dai denti a sciabola e l’elefante meridionale, oggi scomparsi.

- Sono scomparsi le grandi foreste tropicali.

- Il ritrovamento di manufatti litici dimostra che l’uomo preistorico è vissuto nelle nostre zone.

- I reperti etrusco - romani ritrovati, dimostrano che nelle nostre zone ci sono state queste due civiltà.

VETRINA N. 1

vetrina 1

Rappresentazione plastica dell’ambiente preistorico che mostra la zona in cui l’Arno sta erodendo i materiali disposti nella precedente fase. Sulla sinistra del plastico si può osservare un affioramento delle rocce prelacustri nella zona dell’attuale diga di Levane.

VETRINA N. 2

vetrina 2

Vi sono eposti un frammento di mandibola, un molare, un femore e una difesa di Paleoloxodon (Elephas). Fra la vetrina 2 e la 3 è posta una carta geologica intitolata "I laghi del Valdarno" rilevata negli anni 1962-63 dal dottor Luciano Lazzari. Il grigio e il marrone rappresentano le rocce di

origine prelacustre, col giallo chiaro e scuro si rappresentano i depositi corrispondenti alla prima fase lacustre, con il verde "Sabbie di Bucine".

VETRINA N. 3, 4, 5

vetrina3 vetrina 4

Nel Pliocene la Terra ancora non si era formata definitivamente. Prova di questo fatto sono reperti della vetrina 3 (conchiglie), che fa capire la presenza del mare in Toscana. In alcune conchiglie ci sono dei piccoli fori, segno che un mollusco predatore è entrato e ha mangiato l’abitante della conchiglia, ci sono inoltre ricci di mare, denti di squalo, vertebre di pesci, ramoscelli coralliferi.

VETRINA N. 6

E’ la vetrina nella quale sono raccolti i fossili provenienti dai sedimenti appartenenti alla prima fase di sedimentazione lacustre. I maggiori ritrovamenti sono stati effettuati nella Miniera di Lignite di Santa Barbara. Nel centro della vetrina è possibile osservare la lignite e ai lati le foglie. La fossilizzazione delle foglie è avvenuta in due modi diversi:

A) quando si rinvengono di colore marrone scuro e tendenti al nero significa che sono state trasformate in una sottile pellicola di carbone (fossilizzazione per carbonizzazione); dove scarti vegetali si deposero in abbondanza sotto un sottile spessore d’acqua. Gli strati di scarti vegetali, alternati con strati di sedimenti, sprofondarono progressivamente nel suolo sotto l’effetto del peso di depositi più recenti. Compressa, al riparo dall’aria, la cellulosa degli scarti vegetali si decompose, liberando composti volatili e trasformandosi in un materiale sempre più ricco di carbonio.

B)Se le foglie vengono rinvenute di un colore blu molto intenso, significa che la materia che componeva la foglia è stata sostituita da un minerale detto vivianite (fosfato idrato di ferro). Interessante è anche il ritrovamento di una pina. Questi fossili sono databili al Pliocene medio (circa 3000000 di anni fa). Da notare anche il colore dell’argilla in cui vengono rinvenute le foglie: essa è grigia e sta a significare che l’ambiente in cui si è depositato era subacqueo e riducente. In basso a destra è esposto anche un minerale: si tratta di anapaite (fosfato idrato di calcio e ferro). Per questo minerale si è ipotizzata una formazione abbastanza curiosa: le ossa degli animali morti e sepolti (composte tra gli altri elementi da fosforo) nei sedimenti lacustri sarebbero state sciolte da acqua circolante la quale avrebbe fatto ricristallizzare i fosfati sotto forma di anapaite. In questo modo si spiegherebbe anche l’estrema rarità di fossili animali (che sarebbero dunque stati disciolti ) nei sedimenti deposti durante la prima fase lacustre valdarnese.

VETRINA N. 7, 8

 vetrina 7vetrina 8

In alto a destra nella vetrina 7 troviamo 3 tavole con una ricostruzione paleogeografica delle tre fasi sedimentarie del Valdarno Superiore . Per quanto riguarda i resti fossili di conchiglie di molluschi di acqua dolce e resti di vegetali , tutti provenienti dalle "sabbie di Bucine"e quindi del Pleistocene medio . Si tratta di una raccolta molto interessante che non è presente sia nella parte espositiva del museo di Paleontologia e Geologia dell’università di Firenze dell’accademia Valdarnese del Poggio di Montevarchi . IL colore di questi fossili è caratteristico: si tratta in genere di una tonalità che ricorda la ruggine ed infatti la causa di questo particolare colore è dovuta all’ ambiente di sedimentazione , subaereo, e dunque ossidante . Nella vetrina 8 sono inoltre esposti alcuni minerali provienienti dai dintorni diBucine : in basso a sinistra troviamo alcuni noduli di limonite (idrossito di ferro-FeO(OH)) e in basso a destra geoidi di kutnahorite (carbonato di calcio e magnesio –CaMn(CO3)2).

VETRINA N. 9

vetrina 9

 

Nella vetrina 9 si trovano resti di Cervus elaphus, di Capra ircus e di uccello Gruiforme

VETRINA N. 10

particolare vetrina 10

Nella vetrina 10 si trova il calco di un cranio della Tigre dai denti a sciabola

 

 VETRINA N. 11

vetrinan 11

 

Qui si trovano frammenti di ossa di Equide e di Paleoloxodon anticuus.

VETRINA N. 12, 13

Collezione di fossili di Bos primigenius soprattutto parti di arti (omero, radio, ulna, metacarpo, falangi), scapola porzioni di vertebre (uno splendido Atlante) e vari denti.

VETRINA N. 14

Vetrina14

 

Qui troviamo dei manufatti litici : punte di freccia, asce , scuri di pietra e delle amigdale. Vi è anche una primitiva scultura di figura femminile(Venere ?), probabile simbolo di fecondità.

VETRINA N. 15

Contiene frammenti di ceramiche e di bucchero etrusco. Molti sono decorati . Questi sono la prova delle capacità artigianali e artistiche dei più antichi abitanti della zona .

N.B: nel museo si trovano molte cartine e spiegazioni sulle ere, sui fossili e sui reperti dei manufatti esposti nelle vetrine.